Guida ai diversi stili di Yoga con Lavinia Cometti

Per chi vuole avvicinarsi alla pratica dello yoga è utile conoscere i diversi stili che si possono praticare. Lavinia Cometti, istruttrice di yoga e partner di Urban Sports Club, ci spiega quali sono i diversi stili.

Lavinia Cometti

Hatha Yoga

L’Hatha Yoga è la tradizione yoga più familiare alla cultura occidentale. Il termine deriva dal sanscrito “ha” che significa “sole” e “tha”, che significa “luna”. La pratica mira a unire le qualità attive e ricettive rappresentate da ciascun corpo celeste.

I praticanti di Hatha Yoga usano l’allineamento fisico e il controllo della respirazione per raggiungere un equilibrio tra il corpo e il suo universo. L’armonia risultante si manifesta come forza fisica, salute fisiologica e benessere emotivo.

L’Hatha Yoga è un termine usato per descrivere la predominanza degli studi del terzo e quarto stadio degli otto stadi del raja yoga di Patanjali.

Gli elementi principali della pratica occidentale sono le posizioni yoga (asana) e il controllo del respiro; tuttavia, ci sono altri sei elementi, o “arti”, coinvolti nel pieno godimento della disciplina.

Nell’Hatha Yoga le posizioni sono mantenute per lungo tempo, in un riposo attivo all’interno delle stesse, la concentrazione rimane sul respiro che diventa sempre più lungo e profondo.

Dharma Yoga

Pratica di yoga dinamico ideata dal Maestro vivente Sri Dharma Mittra.

Nel 1984, Sri Dharma ha completato il Master Yoga Chart of 908 Postures come offerta al suo Guru per tutti gli aspiranti yoga. Questo capolavoro originale è stato meticolosamente assemblato da oltre 1.350 fotografie di variazioni di asana il tutto prima dell’era del computer. Più di 300 di queste variazioni di postura ormai popolari sono state create da Sri Dharma, anche se dirà sempre che sono venute solo attraverso l’intuizione divina. Il poster è stato per decenni uno strumento di insegnamento inestimabile. Può essere trovato negli studi di yoga, nelle scuole e negli ashram di tutto il mondo, anche in India. Il poster è stato l’ispirazione per il libro Yoga di Yoga Journal, dove Sri Dharma stesso è presentato mentre mostra una serie avanzata di Headstand.

“It is my greatest joy to share with the students this knowledge that I have acquired over the past 50 years of practice and study. Dharma Yoga will give one’s body the power and strength to have resistance to common illnesses and diseases.

With proper encouragement and increased faith in the teacher, one can improve his physical body and mental attitude rapidly, thereby igniting the higher motives of making one’s self useful to himself and all mankind.”

Il Dharma Yoga è il risultato di  50 anni di pratica di Hatha yoga classico sotto la sapiente guida e gli insegnamenti del Guru Sri Swami Kailashananda o Swami Gupta. Da questa esperienza nascono delle sequenze  in movimento fatta di asana (posizioni yoga) statiche e dinamiche, pranayama (esercizi di respirazione) e dhyana (meditazione).  

Ogni sequenza ha un ritmo specifico e aumenta di intensità nel vinyasa, con posture sempre più impegnative, ricche di aperture toraciche e invesioni che regalano centratura e gioia.

Il Dharma Yoga è una moderna interpretazione del classico Otto-arti o Hatha-Raja Yoga, profondamente radicato nei precetti etici che include elementi di Vinyasa fluente, inversioni e pose tenute che servono per  scoprire la concentrazione, la meditazione, l’appagamento costante e il rilassamento curativo profondo.

Il Dharma Yoga è stato creato da Sri Dharma Mittra nel 1975. La pratica della postura fisica (Asana) tonifica e rinvigorisce il corpo e la mente, portando a una maggiore flessibilità, forza, equilibrio e concentrazione.

Esercizi di respirazione (pranayama) e tecniche meditative regolano il battito cardiaco, riducono lo stress del sistema nervoso e calmano la mente. Il rilassamento curativo profondo guidato o Yoga Nidra allevia lo stress, rallenta i pensieri, calma la mente e ricarica il corpo fisico. 

Una pratica completa che porta a una salute radiosa, una vita pacifica e, infine, all’autorealizzazione. 

Il Dharma Yoga è tradizionale, ma contemporaneo, perfetto per il frenetico mondo di oggi.

 Infonde senso di grazia e bellezza.

Lavinia Cometti

 Ashtanga Yoga 

L’ashtanga è una forma di yoga che sembra abbia le sue origini in un antico manoscritto chiamato Yoga Korunta. 

Questo testo passato a diversi yogi è poi arrivato nelle mani di Sri Pattabhi Jois durante i suoi studi con lo yogi Krishnamacharya all’inizio del 1927. Nello Yoga Korunta l’enfasi è sull’importanza del Vinyasa, da qui l’origine del termine. Il Vinyasa è la sincronizzazione tra movimento e respiro usando una tecnica speciale di respirazione che si chiama Ujjayi.

L’ashtanga, prende come base il Vinyasa e costruisce delle sequenze definite e sempre uguali. La prima serie chiamata Yoga Chikitsa, significa yogaterapia e riallinea la colonna, elimina tossine, costruisce stabilità e forza. Si tratta di circa 75 posizioni; si inizia con il saluto al sole per poi passare a posizioni in piedi, posizioni sedute, invertite, e sulla schiena. 

La sequenza è praticata in modo ritmico, contando i respiri per ciascuna posizione.

La seconda fase della pratica è chiamata Nadi Shodana, che purifica il sistema nervoso. Si prosegue poi con la sequenza detta Sthira Bhaga, Il termine è spesso tradotto come “forza e grazia”, ma anche come “stabilità divina” e “sublime serenità”.

Questo stile è diventato molto popolare e regala forza, flessibilità e stamina, lasciando che il prana scorri nella colonna vertebrale.

Vinyasa Yoga

Vinyasa è un tipo di yoga che collega movimento e respiro per raggiungere l’equilibrio nella mente e nel corpo. La traduzione dal sanscrito è “per posizionare in un modo speciale”. 

Vinyasa generalmente ha una sequenza deliberata di pose per ottenere un flusso continuo. L’inspirazione è solitamente collegata a movimenti aperti, mentre l’espirazione è spesso legata a movimenti o torsioni verso il basso.

Questo termine può indicare generalmente il legame tra movimento e respiro ossia una sequenza yoga che esemplifica questa connessione di movimento / respiro.

Poiché la pratica del vinyasa pone un forte accento sui saluti del sole, la maggior parte delle classi vinyasa si concentrerà fortemente su questa sequenza. 

Il continuo movimento di Vinyasa riflette l’impermanenza di tutte le forme e la necessità di accettare il cambiamento per raggiungere l’equilibrio e la completezza.

Kundalini Yoga

Lo yoga Kundalini è anche chiamato lo “yoga della consapevolezza”. Originariamente conosciuta come Laya yoga, la pratica fu portata in Occidente nel 1969 da Yogi Bhajan, il fondatore di 3HO (Happy, Healthy, Holy Organization).

Lo scopo principale dello yoga Kundalini è quello di risvegliare l’energia della kundalini, che giace arrotolata, simile a un serpente, alla base della spina dorsale. Nello yoga Kundalini, i praticanti usano esercizi di respirazione, posture fisiche, canto e meditazione per sbloccare questa energia. 

Kundalini significa “arrotolato come un serpente” in sanscrito. L’energia Kundalini si riferisce all’energia arrotolata che si trova alla base della colonna vertebrale. Quando viene rilasciata, questa energia si sposta dalla base della colonna vertebrale attraverso i sette chakra (o centri energetici) nella colonna vertebrale. Meditazioni specifiche e tecniche di respirazione sono state usate per attingere l’energia della kundalini e queste pratiche erano conosciute come Laya yoga. 

Questa scuola di yoga è stata fondata da Sage Gorakshnatha, un saggio del Nepal.

L’antica pratica di Laya Yoga era segreta e trova menzione nei classici testi indiani come le Upanishad (che risalgono al 500 a.C.). La segretezza di queste pratiche fu svelata e alla fine fu insegnata pubblicamente all’Occidente nel 1969 da Yogi Bhajan. 

Lo yoga Kundalini è una combinazione di kriya specifici e meditazioni finalizzate ad aumentare l’energia della kundalini. Le pratiche aiutano anche a preparare il praticante fisicamente e spiritualmente per l’intensità di questa energia. Ogni lezione di kundalini inizia con un canto ed è seguita da un riscaldamento per la colonna vertebrale. La parte principale della classe è il kriya, che combina posture e tecniche di respirazione e termina con una meditazione e un canto.

Sivananda Yoga

Lo yoga Sivananda è un tipo di yoga basato sugli insegnamenti di Swami Sivananda. Questo stile di yoga ha le sue radici nello Hatha Yoga e una forte attenzione alla salute e al benessere fisico dello yogi. Prevede periodi regolari di rilassamento e tecniche di respirazione yogica, o pranayama.

L’obiettivo del sistema yoga Sivananda è di garantire che il corpo mantenga la sua vitalità nel corso degli anni, riducendo così il rischio di malattia.

I cinque principi base coperti da Sivananda Yoga sono:

Esercizio (asana)

Respirazione (pranayama)

Relax (savasana)

Dieta vegetariana (dieta sattvica)

Pensiero positivo accoppiato con la meditazione (vedanta e dhyana)

Iyengar Yoga

Iyengar yoga è un tipo di Hatha yoga ed è stato sviluppato da B.K.S. Iyengar. Basato sugli otto rami dello yoga descritti negli Yoga Sutra di Patanjali, enfatizza il preciso allineamento fisico del corpo all’interno di particolari posture.

Lo yoga Iyengar è un sistema disciplinato con sequenze accuratamente programmate e temporizzate. Spesso, utilizza oggetti, come i blocchi e le cinture, che sono usati per assicurare che gli studenti possano praticare le posture con il corretto allineamento e sviluppare in modo sicuro la pratica dello yoga nel tempo.

B.K.S. Iyengar si riferiva originariamente al suo yoga come yoga Patanjali ma erano i suoi studenti a chiamarlo Iyengar yoga. Iyengar iniziò a praticare yoga nel tentativo di migliorare la propria salute. Ha studiato con il famoso guru Krishnamacharya, a Mysore, in India, prima di insegnare e sviluppare il proprio metodo nel 1936. Lo yoga Iyengar comprende più di 200 asana e 14 tipi di pranayama. Questa pratica sistematizzata è suddivisa precisamente nel metodo Iyengar per consentire agli studenti di yoga di passare da posizioni di base a posizioni più avanzate con l’obiettivo dell’allineamento. È considerato più accessibile rispetto a forme più dinamiche di yoga per i principianti che non sono abituati a tale sforzo fisico.

Iyengar Yoga insegna che tutti gli studenti saranno finalmente in grado di eseguire le asana perfettamente con una pratica costante. L’idea è che mentre lo yoga sviluppa l’equilibrio nel corpo, seguirà anche l’equilibrio nella mente. 

Tantra Yoga

Il Tantra Yoga è un tipo di yoga che impiega vari rituali per studiare e approcciarsi all’universo attraverso il microcosmo umano. 

Dal sanscrito “principio guida” o “intrecciato insieme”, il Tantra yoga cerca di bilanciare – non rinunciare – gli istinti umani nel tentativo di raggiungere l’illuminazione. I rituali del tantra incoraggiano i suoi partecipanti a costruire l’energia kundalini nei chakra superiori in modo che “si rovesci dall’alto”.

Alcuni rituali del Tantra Yoga includono:

Asana

Meditazione

Esercizi di respirazione

Mantra

Mudra

Pulizia fisica 

Visualizzazione di divinità

Yantras

Rituali

Il Tantra Yoga nasce dall’adorazione delle divinità meditative indù o Tibetane che rappresentano i principi dinamici e statici dell’universo: Shakti- Tara (dinamico, creativo, femminile) e Shiva ‘ Chakrasambava (statico, distruttivo, maschile). 

I praticanti del Tantra Yoga cercano di comprendere il gioco continuo tra questi principi.

Sin dal XIX secolo, il Tantra Yoga è diventato ampiamente associato in Occidente al “sesso tantrico”, in cui gli atti sessuali e la spiritualità sono collegati e l’orgasmo è decentrato. La rivoluzione sessuale della fine degli anni ’60 e dei primi anni ’70 ha ulteriormente reso popolare il concetto come una tecnica per “il sesso migliore”. Le riviste femminili popolari, ad esempio, promuovono “posizioni tantriche” che miglioreranno l’esperienza sessuale e l’intimità dei partner. Queste sono grossolane appropriazioni e interpretazioni errate che creano distorsione o addirittura ignorano gli scopi spirituali della pratica che pochissimo ha a che vedere con l’aspetto legato alla sessualità.

Yin Yoga

Yin Yoga è una versione più lenta e meditativa della popolare disciplina fisica e spirituale dello yoga. Nello yoga Yin, le pose vengono mantenute per un lungo periodo di tempo (in genere da tre a cinque minuti o più) per lavorare sui tessuti connettivi (come i legamenti) piuttosto che concentrarsi sui muscoli. Di conseguenza, le asana sono più passive e con poco coinvolgimento muscolare.

Lo yoga Yin ha le sue radici in Cina, a differenza delle discipline yoga più popolari e attive, che hanno avuto origine in India. È stato fondato sulla teoria taoista dello yin e dello yang: concetti opposti che, insieme, rappresentano l’equilibrio. Lo Yin è stabile e passivo, mentre lo yang sta cambiando e è attivo. Lo yin, quindi, è passivo e viene eseguito mentre si è seduti o in posizione reclinata. Le pose vengono mantenute con i muscoli completamente rilassati, consentendo al tempo e alla gravità di approfondire l’allungamento e lavorare con la fascia. Il tempo trascorso tenendo questi asana è simile alla meditazione.

Si agisce sulla fascia, il tessuto connettivo e il sistema nervoso parasimpatico. 

Grazie a Lavinia Cometti per questa utile guida, per partecipare alle sue lezioni su Urban Sports Club basta visitare la sua pagina.

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