Giocare a calcetto al buio? Ora si può, ed è molto divertente!

Se la solita partita di calcetto ti ha un po’ annoiato….beh, questo è il momento per provare qualcosa di decisamente nuovo!! Hai presente la partitella con gli amici? Chi è stato il migliore in campo ? Chi ha fatto più gol? Bene! Adesso immagina di vivere tutto questo al buio! Si proprio al buio! Si spengono i fari e luci led illuminano la porta, le magliette e delimitano il campo. Durante la partita ci sono tante sorprese uniche e divertenti per cambiare completamente prospettiva!

Ma chi è che ha inventato questo gioco e come si chiama?

Gli ideatori sono Giulio Giordano e Pietro Della Muzia e il gioco si chiama LightingBall. Non esiste da nessun’altra parte perché è un’idea tutta Italiana. “L’idea del LightingBall nacque durante la gita del quinto anno di liceo a Roma nel 2016”, dice Giulio, “Era notte fonda  (saranno state le 3 di notte) ed io e Pietro eravamo seduti su un marciapiede fuori dall’albergo a parlare degli argomenti più disparati (tra cui il calcio). I nostri professori ci avevano vietato di allontanarci dall’albergo e di andare in discoteca. La frustrazione era tanta, eravamo arrabbiati. Ad un tratto, vedemmo un lampione andare ad intermittenza sopra la nostra testa e ci venne l’idea. Perché non giocare a calcetto con la luce ad intermittenza della discoteca? E ancora.. Perché non al buio? Con soltanto la palla che si illumina? Continuando a buttare giù idee proprio come se fosse un vero brainstorming abbiamo implementato l’idea e posto le basi per creare quello che oggi é il nostro kit LightingBall: porte, pettorine, palloni, laser, cavigliere. Il giorno dopo, al risveglio ci facemmo una risata per quello di cui avevamo parlato la sera precedente, ma raccontandolo ai nostri compagni di classe e vedendoli entusiasti abbiamo capito che forse era qualcosa di veramente attualizzabile e molto più valida di quanto non pensassimo”. Ed ecco che l’idea diventa realtà: la partita si svolge a luci spente con soltanto l’attrezzatura a LED accesa che viene controllata tramite un’applicazione dal telefono da remoto. Per giocare c’è bisogno dell’attrezzatura e di persone che vogliono provare un’esperienza davvero unica nel suo genere.

“Inizialmente, facemmo un sondaggio e le persone ci sembravano propense a provarlo, anche se con tanti dubbi e perplessità. Quando incominciammo a farlo provare la reazione fu strabiliante: iniziarono a contattarci per feste di compleanno, per team building aziendali, per addii al celibato (e anche nubilato!), per semplici partite tra amici. Fu assurdo constatare quanto l’idea piacesse e quanto il passaparola positivo ebbe un ruolo decisivo per il decollo della nostra attività e per la costruzione della nostra reputazione come Brand”.

Tutti ne escono divertiti, grandi e piccini.

“Settimana scorsa”, continua Giulio, “abbiamo organizzato la festa del figlio di Samuel, ex giocatore dell’inter. Erano presenti anche Zanetti e Cambiasso. L’emozione che abbiamo provato quando 3 ex calciatori professionisti ci hanno detto che è un’idea geniale è inspiegabile. Ancora oggi non crediamo”.

E per il futuro? “Ci saranno tantissime novità: abbiamo già inserito il basket e la pallavolo. A breve inseriremo altri due sport. Li lanceremo nel 2020. E poi c’è il fattore brand. Stiamo pensando ad una linea di vestiti con il marchio LightingBall. I vestiti a parer mio, saranno rivoluzionari. Abbiamo già definito le linee guida. Non posso dirvi nient’altro purtroppo. Posso dirvi che abbiamo ancora tanta strada da fare, tanto lavoro e tante notti insonni. Ma questo non mi preoccupa, perché noi amiamo quello che facciamo”. Per i soci Urban Sports Club provare il LightingBall è semplicissimo: guarda subito qui tutti i centri a Milano e Monza dove praticarlo e divertiti con i tuoi amici!

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