STRETCHING, COME FARLO AL MEGLIO? I CONSIGLI DELLA PERSONAL TRAINER RAFFAELLA D’ANGELO

<!– wp:image {"id": 2925, Personal Trainer, Partner di Urban Sports Club

Sono tanti i contenuti, le ricerche scientifiche e le supposizioni sullo stretching, una pratica considerata un must da tutti coloro che svolgono attività sportiva. Ma come orientarsi nella marea di informazioni disponibili e, soprattutto, come utilizzarlo al meglio per completare il vostro allenamento? Per riuscirci abbiamo intervistato Raffaella D’Angelo, personal trainer certificata e Partner di Urban Sports Club (se siete a Roma, qui potete prenotare una sessione di allenamento insieme a lei).

La prima scoperta? Il concetto di stretching va distinto da quello di riscaldamento! Raffaella ci ha infatti spiegato che la pratica dello stretching va a lavorare sull’elasticità del nostro corpo, e ha quindi a che fare anche con le nostre articolazioni. A differenza invece del riscaldamento, che deve andare a lavorare sui muscoli, per prepararli all’allenamento. Negli ultimi anni, gli studiosi hanno inoltre scoperto l’inefficacia dello stretching nella prevenzione degli strappi muscolari: se utilizzato in maniera sbagliata prima di un allenamento, si potrebbe ottenere l’effetto contrario arrivando addirittura a favorirli.

Stretching all’aperto prima di un allenamento

Concentriamoci però sui benefici! Lo stretching può essere utilizzato per ottenere un allenamento più performante – ad esempio, i body builder lo praticano per una durata di circa 5 o 6 secondi, riuscendo ad acquisire nel tempo più massa muscolare. Praticandolo invece per un tempo maggiore (fino ad arrivare al minuto), si può agire sulla fascia connettivale dei tessuti, rigenerando anche le fasce intorno ai muscoli. Un ultimo mito da sfatare? Quello che associa lo stretching alla ritenzione idrica: anche se lo stretching lubrifica i tessuti e ci fa sentire meglio, bisogna sempre considerare che la ritenzione idrica dipende da diversi fattori, come l’alimentazione, lo stile di vita e la tipologia di esercizi praticati.

Ma veniamo alla pratica: abbiamo chiesto a Raffaella di consigliarci alcuni esercizi di stretching poco comuni, da svolgere per lavorare sull’elasticità delle anche:

  1. Per i muscoli rotatori esterni dell’anca e i muscoli estensori del tronco: partendo seduti a terra su un tappetino, con una gamba tesa e l’altra flessa sopra, distendete il busto. È importante cercare di allungare la colonna vertebrale, facendo partire il movimento sempre dal bacino.

  2. Per i muscoli rotatori esterni e i muscoli estensori dell’anca: distesi su un tappetino in posizione supina, e con le gambe incrociate una sopra l’altra, portate il ginocchio verso il petto per qualche secondo. Una variante può essere praticata con una gamba distesa a terra, portando comunque il ginocchio della gamba opposta al petto.

  3. Per i muscoli rotatori esterni e i muscoli estensori dell’anca: seduti a terra su un tappetino, con una gamba tesa e l’altra flessa con il piede rivolto verso l’interno coscia, distendete le braccia e allungate la schiena sopra la gamba tesa.

Per uno stretch completo è sempre consigliabile realizzare ognuno degli esercizi alternando la posizione delle gambe. I benefici di cui si può giovare praticando stretching nella giusta maniera sono tantissimi, dalla maggiore elasticità – facilmente intuibile – al miglioramento della postura – da non trascurare mai. E sapete la cosa migliore? Lo stretching non conosce età… se praticato nella giusta maniera può portare benefici a tutti!

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